Faro degli inquirenti su Hannoun: caccia ai contatti con gli organizzatori milanesi
Dopo i disordini e l’inchiesta sui fatti di Milano, la Procura di Genova studia il dossier sul leader palestinese
di Marco Fagandini
Genova – La Procura di Genova ha avviato accertamenti per verificare se vi siano mai stati contatti o collegamenti di qualche genere fra Youssef Siher e il gruppo di indagati capeggiati, secondo gli inquirenti del capoluogo ligure, da Mohammad Hannoun.
Siher è il trentenne bresciano, attivista pro Palestina e oggi al lavoro per un’azienda che si occupa di intelligenza artificiale, fermato dagli investigatori milanesi con l’accusa di essere l’amministratore delle pagine Instagram e Telegram del Movimento 17 Ottobre, attraverso le quali sarebbero state coordinate - almeno sino a qualche ora prima - le manifestazioni di sabato scorso in varie città italiane, Genova compresa. Hannoun invece è l’architetto palestinese, da tempo residente a Ceranesi, comune nell’immediato entroterra genovese, che per gli investigatori è il referente di Hamas in Italia. Arrestato il 27 dicembre scorso assieme ad altre persone perché accusato di aver raccolto, attraverso le organizzazioni solidali a lui riconducibili, in primis l’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese (Abspp), milioni di euro destinati proprio ad Hamas. Distratti dalle offerte consegnate alle onlus per sostenere la popolazione palestinese.
I pm della Procura guidata da Nicola Piacente vogliono comprendere se l’attività politica a favore della Palestina di Siher abbia mai incrociato quella di Hannoun. Nel fascicolo dell’inchiesta che ha condotto agli arresti di dicembre, coordinata dal procuratore aggiunto Marco Zocco e dal sostituto Luca Monteverde, il nome del trentenne bresciano non comparirebbe. Così come non sarebbero arrivati negli uffici della Procura genovese segnalazioni particolari. Le verifiche sarebbero state avviate d’iniziativa dagli inquirenti liguri, viste le affinità rispetto alla tematica dell’impegno per la lotta palestinese che esistono fra Siher e il gruppo di Hannoun.
Il trentenne è residente a Mazzano, in provincia di Brescia, dove anche i genitori, di nazionalità marocchina, sono stati perquisiti. I reati che la Procura di Milano gli contesta sono gravi: istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall’uso del mezzo informatico e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche (norma, questa, introdotta dall’ultimo decreto legge). Gli stessi che sarebbero contestati anche alla moglie, mediatrice culturale.
Siher non ha mai nascosto approvazione per gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 ed è stato segnalato dai servizi come sostenitore del gruppo palestinese. Ma ora gli inquirenti milanesi dovranno definire con precisione il suo coinvolgimento e quello della moglie nella vicenda delle manifestazioni. E chiarire le loro esatte responsabilità.

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