Questa mattina sono arrivate le pronunce della Corte d’Appello sui ricorsi contro le sentenze del febbraio 2026.
9/30/26
Antifa condannate e Gino estradato, non lasciamoli soli. Rafforzare la solidarietà
MFPR - giù le mani da Luigia!
Il 3 gennaio a L’Aquila, verso la fine di un presidio improvvisato per contestare il passaggio della fiamma olimpica e gli sponsor del genocidio in Palestina, Luigia, una compagna del MFPR e soccorso rosso proletario, è stata presa per i seni e spinta in terra da un poliziotto, che ha cercato di strapparle dalle mani una bandiera palestinese con su scritto Free Anan.
In seguito alla caduta e probabilmente anche a causa della stretta dell’agente sul suo polso destro, Luigia ha riportato 3 mesi di prognosi per una frattura multipla che ha dovuto operare.
Nel denunciare gli agenti coinvolti - il poliziotto che l’ha aggredita e l’agente donna che si è rifiutata di fornirle il nome - Luigia ha dovuto sporgere querela contro ignoti, richiedendo inutilmente al Comune dell’Aquila le immagini di una videocamera di sorveglianza che avrebbero potuto meglio chiarire la dinamica dell’accaduto.
Il risultato di questa omertà e di questa giustizia borghese è stata l’immediata denuncia e l’imminente processo della compagna per “oltraggio a pubblico ufficiale”. Processo che inizierà il 2 ottobre, mentre la querela della compagna rischia di essere insabbiata così come hanno tentato di fare con l’altra denuncia di Luigia, nei confronti di vari politici sionisti e di un “giornalista” che l’hanno diffamata dopo il flash-mob al Carrefour del 25 aprile 2025. Anche per quell’azione, per quel corteo silenzioso che intendeva denunciare la complicità della multinazionale nel genocidio del popolo palestinese, la compagna è stata trascinata a processo nel giro di un anno, mentre per alcune delle sue querele è stata immediatamente chiesta l’archiviazione.
Il caso di Luigia però, non è semplicemente da ascrivere a un abuso di potere. Le querele sono state presentate non perché si avesse fiducia in questa giustizia borghese e israelianizzata, come il processo ad Anan Yaeesh ha dimostrato, ma al contrario, come atto politico di sfida, di insubordinazione ad essa, ed è per questo che la compagna viene perseguita.
In questo stato fascista e dei padroni, in questo sistema capitalista e imperialista sei buona solo come vittima silente, se non denunci le ingiustizie, se non reagisci quando ti attaccano, se accetti di farti massacrare senza opporre resistenza. Come fa Israele con i Palestinesi, così Trump e Meloni con gli antifascisti, gli anticapitalisti, gli antisionisti. Ma i veri criminali, i veri terroristi sono loro, non chi manifesta il proprio dissenso alle loro politiche genocidiarie.
È ora di rompere questo silenzio e difendere la nostra dignità, senza temere la repressione. Sono loro che devono continuare ad aver paura e sono le nostre lotte a fargli paura! Continuiamo a difendere e a tenere alta la bandiera della Palestina come quella di tutti i popoli oppressi, la storia e la resistenza ci daranno ragione.
dal blog MFPR https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2026/09/difende-la-bandiera-della-resistenza.html
Il blog MAOISTROAD è stato ripristinato
LUNGA VITA A MAOISTROAD! AVANTI L'UNITÀ DEI COMUNISTI MARXIST-LENINISTI-MAOISTI NEL MONDO
CONTRO IL REVISIONISMO, L'OPPORTUNISMO DI DESTRA E L'OPPORTUNISMO DI SINISTRA "ULTRAMOISTA"
Cosa succede?
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Ciao,
Come forse già sapete, le nostre Linee guida della community ( https://blogger.com/go/contentpolicy )
Definiamo i limiti di ciò che consentiamo e non consentiamo su Blogger.
Abbiamo ricevuto una richiesta di revisione del tuo blog, "maoistroad". Abbiamo stabilito
che viola le nostre politiche e abbiamo reso l'URL
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entro i prossimi 90 giorni. I ricorsi vengono generalmente risolti entro 10 giorni lavorativi,
anche se alcuni casi complessi possono richiedere più tempo. Se il tuo ricorso viene accolto,
Riceverai una risposta. Potresti avere la possibilità di far valere i tuoi diritti in tribunale.
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Distinti saluti,
Il team dei blogger
maoistroad ha immediatamente protestato e fatto appello
risposta di Google
Saluti da Google,
Abbiamo rivalutato il tuo blog in conformità con
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A seguito di ulteriori verifiche, il blog è stato ripristinato.
È possibile accedere al blog all'indirizzo https://maoistroad.blogspot.com .
Grazie per la comprensione.
Distinti saluti,
Il team dei blogger
9/29/26
Grave attacco al blog internazionalista proletario e comunista Maoist Road - Nulla e nessuno può mettere a tacere la voce dei proletari e masse oppresse del mondo in lotta e in armi contro l'imperialismo!
La borghesia imperialista italiana, per iniziativa fondamentalmente dell'amministrazione Trump, ha scatenato una veloce repressione contro tutti i blog ed i siti esistenti di carattere anticapitalista, antifascista e antimperialista, un'offensiva illegale con l'obiettivo di cancellare le voci di dissenso dall'azione, dalle politiche degli stati imperialisti e reazionari del mondo. Questo perché essi rappresentano l'informazione vera e la controinformazione rispetto ai siti e alla stampa dei padroni del mondo, rispetto alle condizioni di vita e di lavoro, le lotte dei proletari e delle masse popolari e in particolare le lotte che hanno l'obiettivo di rovesciare per mano delle masse - e in alcuni casi armi in mano - i regimi imperialisti e capitalisti nel mondo che sono poi quei regimi imperialisti e capitalisti che ci stanno trascinando in una devastante guerra imperialista mondiale attraverso la cosiddetta “guerra a pezzi” che tocca via via le zone più diverse del mondo e trova attualmente i suoi epicentri principali nella guerra di spartizione in Ucraina e nella guerra di aggressione all'Iran, nelle guerre contro il popolo palestinese e i popoli dell'area che combattono il genocidio, il massacro, le deportazioni nei confronti del popolo palestinese condotti da regime sionista di tipo nazista Netanyahu, sostenuto in tutti i modi dall'imperialismo americano di Trump ma, in forme altrettanto dannose al popolo palestinese, da tutti i regimi e stati imperialisti e degli stati e governi reazionari dei paesi oppressi dall'imperialismo che sono allineati con l'imperialismo, contro gli interessi dei loro popoli e dei popoli del mondo.
Cancellare quindi i siti che hanno dato voce, informazione, controinformazione, sostegno e contribuito in maniera rilevante alle grandi mobilitazioni solidali col popolo palestinese e che continuano a contribuire in maniera rilevante alla ribellione e alle lotte dei popoli, utilizzare il monopolio di Internet che obiettivamente hanno realtà legate all'imperialismo americano o alle grandi multinazionali dell'informatica, è chiaramente una parte di questa guerra e l'amministrazione Trump in primis, a cui si sono allineati in forme dirette o indirette tutte le compagnie che sono i padroni di questi siti e domini, così come tutti i governi, i loro ministeri, i loro stati degli altri paesi che sono in uno stesso fronte dell'imperialismo e della reazione, nel combattere il fronte rappresentato da tutte le forze proletarie, popolari, anticapitaliste, antimperialiste, antifasciste, antirazziste e solidali con la lotta dei proletari e dei popoli oppressi nel mondo.
Questo ha portato alle sanzioni contro A/I e alla chiusura del blog di Soccorso Rosso Proletario che informa e difende i prigionieri politici in tutti i paesi del mondo e in particolare nel nostro paese, sia i prigionieri politici italiani sia i prigionieri politici palestinesi che vi sono nelle carceri italiane accusati di appartenere alla resistenza.
Il blog Soccorso Rosso Proletario ha dato il massimo sostegno a tutte le lotte contro la repressione nei confronti dei movimenti e in particolare del movimento di solidarietà con la Palestina, nei confronti delle organizzazioni solidali con i prigionieri politici, nei confronti di tutte le lotte dei prigionieri contro la repressione, nei confronti delle lotte dei movimenti, dai notav agli antifascisti, ecc…
Il Blog Soccorso Rosso Proletario sta migrando temporaneamente qui.
Ma quello che vogliamo denunciare oggi è il criminale, banditesco attacco, che viene a un blog particolare, il blog Maoist Road.
Maoist Road è un blog internazionalista, organizzato dai comunisti marxisti leninisti maoisti italiani e sostenuto in diverse forme dai comunisti e dalle forze rivoluzionali e dalle forze antimperialiste in diverse parti del mondo.
Per capire l'importanza di questo blog - a suo modo unico al mondo - occorre dire che esso pubblica quotidianamente informazioni e lotte da tutti e quattro i continenti, dall'America Latina all'Asia, dall'Africa all'Europa, perfino dall'Australia e perfino all'interno delle grandi potenze imperialiste, Stati Uniti, Russia, Cina ecc.
Questo blog pubblica in tempo reale tutto ciò che gli proviene dalle forze che in questi paesi combattono e dalla denuncia dei fatti che avvengono in questi paesi, li pubblica in tempo reale e in lingua originale proprio per dare il senso della tempestività - via via che ci arrivano vengono pubblicati - sia per dare voce ai popoli con la loro lingua, con i loro contenuti, con la loro espressione, senza alcun tipo di censura e senza alcun tipo di atteggiamento paternalistico solidale, caritatevole, come succede in altre realtà di questo tipo.
Questo blog nelle ultime settimane ha avuto una spettacolare crescita, esso viene visualizzato, secondo i dati che appaiono nello stesso blog, giornalmente da 150.000 e alcuni giorni anche 200.000 e più visualizzazioni.
Nel solo mese di settembre ha raggiunto 3.900.000 visualizzazioni. E proprio in questo momento che ha raggiunto il suo massimo apice, quindi dimostrando la sua funzione effettiva nelle dinamiche della lotta di classe nel mondo e nel dare voce ai proletari e ai popoli che si ribellano, che si organizzano non soltanto per resistere, ma che si organizzano per costruire un mondo migliore attraverso la via della rivoluzione, della guerra di popolo, della lotta antimperialista armata che possa permettere il cambio reale di questi regimi sul piano sociale, politico e istituzionale.
E’ la voce delle rivoluzioni di nuova democrazia nei paesi oppressi dall'imperialismo, è la voce delle rivoluzioni proletarie che in tutto il mondo occorre sviluppare come alternativa alla guerra imperialista mondiale, al fascismo e all'oppressione, miseria e rapina dei popoli.
Questo blog quindi sta svolgendo, ben al di là delle forze che lo sostengono e lo organizzano, un ruolo importante su un fronte fondamentale della lotta di classe su scala mondiale e della lotta rivoluzionaria in questa fase particolare della storia del mondo.
Ebbene, questo blog, nella giornata di ieri, ci è stato comunicato che è chiuso, che “i suoi contenuti non sono compatibili” con l'impostazione di chi ci ha permesso finora di uscire.
Non sono compatibili lo si capisce bene dai suoi contenuti. Il nostro obiettivo è di non fare dei blog compatibili, perché compatibili vuol dire compatibili con la permanenza e continuità del sistema imperialista e capitalista nel mondo e di conseguenza dello sfruttamento, oppressione, genocidi, massacri, repressione dei proletari e dei popoli del mondo.
Denunciamo a tutti questo attacco frontale che ci viene fatto e naturalmente chiamiamo tutti a contribuire affinché esso non passi.
Faremo certo opposizione, ma non abbiamo alcuna fiducia a una opposizione legale a questo.
Dovremo in qualche maniera dare vita a un nuovo blog che chiediamo a tutti di sostenerlo in tutte le forme. Nessuno può chiudere Maoist Road perché nessuno può fermare e mettere a tacere la voce dei proletari e dei popoli del mondo che lottano contro l'imperialismo, il fascismo nel mondo e che vogliono, con la loro lotta, cambiare la faccia della terra, perché c'è un mondo da conquistare spezzando le catene dell'oppressione.
Inghilterra, vietato manifestare per la Palestina: altri 16 arresti
Nel Regno Unito cambiano i governi, ma a quanto pare la repressione del movimento solidale con la Palestina no. Proprio mentre Andy Burnham teneva a Liverpool il suo primo congresso da premier laburista, circa 200 persone si sono riunite per protestare contro la messa al bando di Palestine Action, individuato dalla precedente maggioranza come gruppo terrorista. Come in tante altre occasioni negli ultimi mesi, è bastato reggere un cartello con scritto: «Mi oppongo al genocidio. Supporto Palestine Action» per far scattare gli arresti a Liverpool. Domenica scorsa sono state arrestate 15 persone, cui si aggiunge il fermo di Robert Del Naja, frontman dei Massive Attack, il giorno precedente.
È durata circa due ore la manifestazione di Liverpool, organizzata nei pressi del Liverpool Experience Campus, sede scelta dal Partito Laburista per la sua conferenza annuale. La piazza ha visto schierati in prima linea medici, sacerdoti e pensionati che, rispondendo alla chiamata dell’organizzazione Defend Our Juries, hanno puntato il dito contro la repressione del dissenso. Appellandosi alla sezione 13 del
Terrorism Act — che vieta di mostrare o indossare scritte a sostegno di organizzazioni proibite — gli agenti hanno proceduto con gli arresti. Per lo stesso motivo era stato fermato qualche ora prima Robert Del Naja, che ai poliziotti ha detto di non riconoscere il reato contestatogli. Per il frontman dei Massive Attack si tratta del secondo fermo in pochi mesi: già ad aprile aveva manifestato a sostegno di Palestine Action, venendo arrestato insieme ad altre 500 persone. Sono più di 3mila gli arresti effettuati dalla polizia britannica da quando, nel giugno del 2025, l’allora ministra dell’Interno Yvette Cooper ha deciso di inserire Palestine Action tra le organizzazioni terroristiche, criminalizzando attivisti e sostenitori.
Sin dalla sua costituzione nel 2020, Palestine Action si è distinta per azioni dirette e dal basso a sostegno del popolo palestinese. Di fronte al genocidio perpetrato da Israele, l’organizzazione ha realizzato diverse azioni di boicottaggio e sabotaggio, come nel caso dell’irruzione, a Bristol, nella fabbrica dell’israeliana Elbit Systems. Parte delle accuse sono nel corso del tempo cadute, mentre la designazione di organizzazione terroristica è tutt’oggi oggetto di valutazione da parte della magistratura britannica.
I manifestanti chiedono al nuovo governo un intervento immediato, ripristinando la legalità di Palestine Action. Per questo motivo si sono presentati a Liverpool, nei pressi dei lavori congressuali, che andranno avanti fino al 30 settembre. Il premier Burnham — il settimo nel giro di un decennio — avrà modo di definire ulteriormente i contorni del suo mandato. Dal basso, organizzazioni e cittadini spingono per aumentare il sostegno al popolo palestinese e rompere i rapporti con Israele. A inizio settembre hanno ottenuto un primo risultato: il Regno Unito ha infatti promosso un’azione congiunta con altri 11 Paesi occidentali per vietare i prodotti provenienti dalle colonie israeliane in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale.
Salvatore Toscano
Antifa condannate e Gino estradato, non lasciamoli soli. Rafforzare la solidarietà
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[MAPUCHE]: COMUNICADO PÚBLICO PRESOS POLÍTICOS MAPUCHE CÁRCEL DE ANGOL 04 de Mayo de 2020. Nos dirigimos a nuestro pueblo nación mapuch...
