10/05/26

Presidio solidale a Roma il 9 ottobre, al fianco di Mohammad Hannoun e Raed Dawoud in occasione dell’udienza in Cassazione

 


PRESIDIO DI SOLIDARIETÀ A ROMA

🗓️ 9 ottobre, alle 10:00

📍 Luogo: Piazza Cavour (davanti alla Corte di Cassazione)


Al fianco di Mohammad Hannoun e Raed Dawoud in occasione dell’udienza in Cassazione

Cagliari, 19 giovani processati per antifascismo. Massima informazione e solidarietà

 


🟥DICIANNOVE GIOVANI A PROCESSO CON L’ACCUSA DI ANTIFASCISMO

‼️PRESIDIO AL TRIBUNALE DI CAGLIARI VENERDÌ 9 OTTOBRE 2026 ORE 9.00

Inizia venerdì 9 ottobre, al Tribunale di Cagliari, il processo contro 19 giovani Antifascisti, relativo alla Manifestazione del 1° novembre 2025 contro l’allarmante e buffonesca parata fascista indetta da Blocco Studentesco, l’ala giovanile di Casa Pound. La parata è stata autorizzata dalla Questura e non ha trovato alcuna opposizione da parte delle Istituzioni politiche al governo della Città e della Regione, amministrazioni di sedicente sinistra. Ricordiamo che Questori, forze dell’ordine e istituzioni Pubbliche , giurano fedeltà alla Costituzione e pertanto dovrebbero perseguire e denunciare il reato di ricostituzione del partito fascista.

Al contrario, si è permesso al manipolo di buffoni, alcuni provenienti da organizzazioni fasciste del resto d’Italia, Spagna e Francia di percorrere le strade e le piazze della città con la protezione della polizia, dotata di Idranti, rafforzata di contingenti di polizia e carabinieri provenienti dal continente. In una città paralizzata dal controllo poliziesco, gli antifascisti sono stati fermati dagli idranti e dai candelotti lacrimogeni sparati a casaccio nelle vie centrali che hanno colpito anziani inermi militanti, terrorizzato bambini e genitori costretti a rifugiarsi dentro i negozi, balconi in cui si affacciavano i residenti. 

Tutto ciò dopo la grottesca sceneggiata di un funzionario della Polizia, corredato di fascia tricolore e megafono da cui INTIMAVA “Fermatevi in nome della legge”. 

Qualcuno ha notizia della promulgazione di una legge che punisce il reato di ANTIFASCISMO?

L’Unione Sarda del 1° novembre riportava un’intervista al questore di Cagliari Rosanna Lavezzano in cui la stessa dichiarava “Lo spirito è consentire entrambi i cortei senza che vengano a contatto e senza incidenti. Lo consideriamo un diritto dei manifestanti e dei cittadini.

La domanda che ci poniamo è, chi ha creato incidenti? Chi ha sparato gli idranti e i lacrimogeni sugli antifascisti poi accusati di manifestazione non autorizzata?

Intanto sono in tutto 91 gli indagati dalla Procura della Repubblica di Cagliari per le manifestazioni di piazza per Gaza e antifasciste, organizzate tra settembre e ottobre dell'anno scorso. Manifestazioni che hanno attraversato tutto il paese cui hanno partecipato milioni di studenti, lavoratori, pensionati, organizzazioni operaie, culturali, politiche e sindacali.

Mentre Governo e Istituzioni nazionali violano continuamente la Costituzione e le leggi, partecipando alle guerre di aggressione verso altri stati senza informare Parlamento e popolazione, fornendo aiuti finanziari, armamenti e supporto d’intelligence allo stato genocida, si perseguono i giovani attivisti che lottano e manifestano contro il genocidio a Gaza e in Palestina, contro il riarmo, contro le aggressioni unilaterali all’Iran e al Libano, contro l’escalation della guerra della Nato e della UE alla Russia, contro gli esborsi di migliaia di miliardi per il sostegno al regime Ucraino sottratti a lavoratori e pensionati, contro la militarizzazione e israelizzazione della scuola ormai quasi privatizzata, orientando gli studenti all’arruolamento e cercando di negare un genocidio. 

Lottano contro l’inflazione legislativa di decreti per la repressione, chiamati Ddl sicurezza fino all’ultimo vergognoso, denominato Ddl antisemitismo (si traduce “salva sionismo”) che sarà votato il due ottobre alla Camera su ordine dell’entità sionista israeliana che governa e Controlla il nostro Paese.

Lo Stato italiano tramite Governo e Parlamento si riarma contro di noi. 

                                            DISARMIAMOLO

Costruiamo un fronte solidale che rimandi al mittente la criminalizzazione di chi lotta contro i nostalgici del ventennio e contro la devastazione di guerra e militarizzazione.


MADRI CONTRO LA REPRESSIONE

10/02/26

Lettera di Gino letta al raduno di solidarietà a Parigi

 

Ciao a tutti, compagni,

Saluto tutti i presenti che mi sono stati vicini in questo periodo, coloro che hanno lottato e continuano a lottare per me. Non avrei potuto superare tutte queste prove senza il vostro prezioso aiuto. Non mi sono mai sentito solo, e questo è il dono più grande che mi abbiate fatto.

Mi scuso per non poter essere qui con voi oggi. Attualmente sono impegnato nella gestione della crisi con i miei avvocati per preparare i prossimi passi a seguito della decisione della Corte di Cassazione.

Come sapete, oggi la Corte ha autorizzato la mia estradizione in Germania; me l’aspettavo, ce l’aspettavamo, non siamo rimasti sorpresi.

Questa estradizione è una scelta politica, come del resto tutte le decisioni giudiziarie relative al caso di Budapest. La persecuzione è evidente, in quanto legata all’assurda teoria del complotto, che si configura come l’ennesimo esempio di criminalizzazione della lotta antifascista, un fenomeno che si sta diffondendo dall’America all’Europa.

Le condanne di Maja e Gabriele di questa mattina a Budapest, così come la situazione degli altri compagni arrestati e implicati in questo caso, sono legate all’attuale clima di persecuzione contro gli antifascisti. Dalle accuse di terrorismo antifascista mosse contro gli arrestati negli Stati Uniti e in PrairieLand, all’inserimento del collettivo Autistici/Inventati nella lista delle organizzazioni terroristiche e al blocco dei loro conti, così come di quelli di Rote Hilfe in Germania, il clima prevalente è chiaro. In Francia, dodici antifascisti sono ancora in carcere nel caso di Lione, in seguito alla morte di un militante neonazista lo scorso febbraio. Essere antifascisti e resistere alla deriva della società attuale non può più limitarsi alle parole, ma richiede di assumersi delle responsabilità, che possono avere gravi conseguenze. Di fronte a ciò, dobbiamo prepararci.

Io sono albanese, ma sono cresciuto in Italia, dove vivo da quando avevo tre anni. La mia famiglia è albanese, ma è anche italiana. Io no. Anche la famiglia di Zaid è tedesca, ma lui non lo è. Questo privilegio non ci è stato concesso. Non ci consideriamo vittime, ma siamo consapevoli che le vite dei migranti che scelgono di lottare sono soggette a questo ricatto. Avremmo potuto diventare cittadini europei se fossimo rimasti in silenzio, ma non è stata questa la nostra scelta. La criminalizzazione dell’antifascismo è indissolubilmente legata a quella dei migranti, come vediamo sia in Europa che in America, dove le camicie brune dell’ICE sono attive.

Tutto sembra andare nella direzione sbagliata, eppure.

Eppure, abbiamo visto persone da tutta Europa e non solo mobilitarsi, essere presenti, lottare per noi e per gli altri.

Eppure, abbiamo assistito a una solidarietà non superficiale, ma autentica. Non siamo soli, e non lo siamo mai stati.

Eppure, abbiamo visto un immenso coraggio di fronte a situazioni apparentemente senza speranza.

E soprattutto, abbiamo visto la responsabilità collettiva di coloro che hanno risposto all’appello quando ce n’era bisogno. Se dovrò affrontare il carcere in Germania, lo farò con la convinzione che continueremo a resistere insieme, come non abbiamo mai smesso di fare in passato.

Oggi, qui, la nostra responsabilità collettiva è sapere che nulla si ferma, che l’antifascismo non è sconfitto ma rimane una lotta costante. Oggi, qui, noi – io, tu – rinnoviamo la nostra promessa di essere al fianco di chi sta combattendo e di chi combatterà.

Siamo e saremo al fianco di Zaid.

Promettiamo che nessuno sarà lasciato solo.

Tengo la testa alta.

Vi amo.

Gino

PRESIDIO IN SOLIDARIETÀ ALL3 DETENUT3 IN RIVOLTA NEL CARCERE DON BOSCO DI PISA

1 OTTOBRE H18:00

Ieri un gruppo di persone detenute nel carcere Don Bosco di Pisa si sono chiuse in una sezione in protesta alle condizioni di vita, chiedendo di parlare con il comandante della polizia penitenziaria e la direttrice della struttura. 

La rivolta é partita dal ritrovamento di alcune microspie nelle celle e dalle condizioni sempre sempre più vessatorie che subisce chi é reclusx. C’è stato tutta la notte un presidio di familiari, è stato mandato un gruppo di “negoziatori” da Roma e sono stati spostati a Pisa i Gruppi di Intervento Rapido da Firenze.

La sezione è stata distrutta ed è inagibile, stamattina le famiglie dicevano che saranno tutti trasferiti altrove in giornata…

Arrivano degli aggiornamenti dall’interno tramite il canale tik tok @Vlore_22 

L’Aquila: Il vero oltraggio è la vostra violenza, Luigia non sei sola

 


Si è conclusa con il rinvio a giudizio l’udienza preliminare per oltraggio a pubblico ufficiale a carico della nostra compagna Luigia. La prima udienza dibattimentale è stata fissata al 30/11/2026, e oggi un caloroso presidio ha avvolto la nostra compagna.

di seguito il comunicato del campetto occupato

Campetto occupato 

🤜 LUIGIA NON SEI SOLA ❤️

Stamattina in tribunale a L’Aquila vi è stata l’udienza preliminare contro la nostra compagna e sorella Luigia per una vicenda che ha dell’assurdo.

Il 3 gennaio scorso, durante una manifestazione di dissenso contro il passaggio della torcia olimpica all’Aquila, lei è stata coinvolta in una colluttazione con un agente di polizia.

L’agente in questione l’ha spintonata, le ha toccato il seno e ha tentato di strapparle dalle mani la bandiera della Palestina.

Il risultato? Un polso fratturato.

Una frattura che ha richiesto un’operazione e un lungo percorso di recupero.

E come se non bastasse, la nostra sorella è stata denunciata per oltraggio a pubblico ufficiale.

Stamattina eravamo lì con lei, con la nostra rabbia, per ricordarle che non è sola, perché di fronte agli abusi di potere e alla criminalizzazione della protesta non abbassiamo la testa!

Di fronte alla repressione del dissenso non facciamo un passo indietro.

Di fronte a chi pensa di poter colpire una persona e trovarla isolata, rispondiamo con la solidarietà.

Per la piena libertà di critica al potere.

Contro il monopolio della violenza.

Se toccano unə, rispondiamo tuttə!

Sempre al fianco di chi lotta contro la repressione.

FORZA LUIGIA!

FORZA VALCHIRIA!

Presidio solidale a Roma il 9 ottobre, al fianco di Mohammad Hannoun e Raed Dawoud in occasione dell’udienza in Cassazione

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